Comune di Sondalo
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I Sindaci di Sondalo dal 1866 ad oggi

1866 - Turcatti Giuseppe
1868 - Simonelli Giovanni Battista 
1871 - Cristani Stefano 
1872 - Cristani Domenico 
1873 - Garavatti Giorgio 
1875 - Cenini Giacomo
1875 - Garavatti Giorgio 
1876 - Cenini Giacomo 
1877 - Garavatti Giorgio 
1879 - Chiarelli Pietro 
1884 - Garavatti Carlo 
1892 - Chiarelli Pietro 
1895 - Cristani Battista 
1899 - Cenini Giacomo 
1902 - Pini Virgilio 
1903 - Pozzi Carlo 
1906 - Tognolatti Agostino 
1907 - Cenini Giacomo 
1910 - Pozzi Carlo 
1912 - Carnevali Giacomo 
1921 - Tortorelli Giovanni 
1921 - Capitani Battista 
1923 - Bianconi Giuseppe 
1926 - Carnevali Giacomo (Podestà) 
1931 - Pozzi Lorenzo (Podestà)
1937 - Aldaresi Corrado (Commissario) 
1938 - Mazza Rezio (Commissario) 
1938 - Valgoi Dante (Podestà) 
1940 - Petroccia Publio (Commissario) 
1940 - Brichetti Battista (Commissario) 
1943 - Ricci Carlo (Commissario) 
1944 - Monti Alberto (Commissario)
1945 - Tarantola Edoardo 
1946 - Capitani Battista 
1951 - Carnevali Giovanni 
1956 - Bonafoni Aldo 
1975 - Della Vedova Pietro 
1980 - Sozzani Alessandro 
1995 - Muscetti Marco 
2004 - Togni Valentino 
2008 - Spezzaferri Giorgio (Commissario)
2009 - Grassi Luigi Giuseppe 
Val di Rezzalo - Località S. Bernardo
Val di Rezzalo - Località S. Bernardo Val di Rezzalo - Località S. Bernardo
L’antichità di Sondalo è testimoniata da alcuni reperti archeologici, quale per esempio il celebre macinello a doppia impugnatura ritrovato da Tognolatti nel 1884, di difficoltosa datazione, conservato nel museo di Sondrio. Anche la toponomastica offre sicurezze storiche, in particolare circa la presenza dei Longobardi (lo stesso nome Sondalo viene fatto derivare dal longobardo).
Nonostante l’appartenenza alla pieve di Mazzo, il territorio dipese dal monastero di Sant’Abbondio di Como; a Sondalo poi si trovavano numerose proprietà della chiesa di San Martino di Serravalle.
Il paese era dotato di un castello (a Boffalora) e altre due fortificazioni in loc. Alundo (Nalónt) e il “castrum braitinum” in loc. Resquai, dei quali rimangono solo pallide tracce. Nel corso del XIII sec., il castello di Boffalora fu teatro di scontri fra le fazioni guelfe dei Torriani e il ghibellino Corrado Venosta, il quale nel 1270 catturò e tenne prigioniero nel maniero il vescovo di Como Raimondo Torriani. In seguito a questa vicenda il castello fu distrutto.
Nel 1335 il duca di Milano ottenne la signoria su Valtellina e Valchiavenna e in quest’epoca fu attuata un’importante riforma territoriale: si divise il territorio in tre terzieri e due contadi. Sondalo territorialmente entrò a far parte del Terziere superiore, con centro a Tirano. I milanesi reagirono alle incursioni grigione realizzando diverse opere di fortificazione: tra il terziere superiore e il contado di Bormio sorse la muraglia di Serravalle, facilmente presidiabile. I 72 metri ancora esistenti in epoca recente furono sepolti dalla frana caduta dal Monte Coppetto nel 1987.
Nel 1499 i francesi occuparono il ducato di Milano spingendosi fino in Valtellina, saccheggiando, esercitando soprusi ed imponendo tasse fino al 1512, quando furono costretti ad abbandonare la capitale del ducato sconfitti dalla Lega Santa.
I Grigioni, come da accordi con gli alleati, entrarono in Valtellina da Poschiavo, occupando i Contadi di Bormio e di Chiavenna, ovunque accolti favorevolmente. Fu mantenuta la divisione in terzieri; tra i Grigioni e la dirigenza locale si instaurò, inizialmente, un clima di collaborazione e tutte le comunità continuarono a reggersi secondo le proprie leggi, godendo di un certo grado di autonomia. Nacquero contrasti e controversie soprattutto per questioni confessionali. Anche la Valtellina fu coinvolta nella Guerra dei Trent’anni e fu percorsa da eserciti diversi per quasi un ventennio, finché i Grigioni si videro assicurato di nuovo il possesso dei territori valtellinesi, possesso che durò fino all’avvento della Repubblica Cisalpina.
Dopo la sconfitta definitiva di Napoleone la valle passò in mano austriaca fino al 1859, per entrare poi nel Regno d’Italia.


A cura del Centro Studi Storici Alta Valtellina